Pubblicato il Marzo 15, 2024

Contrariamente alla credenza popolare, il vero potere dei tarocchi per la carriera non è prevedere il futuro, ma diagnosticare il presente.

  • Identificano i blocchi psicologici e le credenze limitanti che la mente razionale ignora.
  • Trasformano l’incertezza e la passività in un piano d’azione strategico e concreto.

Raccomandazione: Smetti di chiedere “cosa succederà” e inizia a domandare “cosa posso fare per raggiungere i miei obiettivi”.

La sensazione di essere in un vicolo cieco professionale è paralizzante. Si aggiorna il curriculum, si naviga senza sosta su LinkedIn, si partecipa a webinar sulla produttività, ma il senso di stagnazione persiste. È un’esperienza frustrante che molti professionisti ambiziosi conoscono fin troppo bene. In questa ricerca di chiarezza, alcuni si rivolgono a strumenti non convenzionali, come i tarocchi, sperando in una scorciatoia, una previsione netta che possa risolvere il dilemma: “Dovrei lasciare questo lavoro?”, “Quando arriverà la promozione?”.

L’approccio comune ai tarocchi li relega a un ruolo di oracolo passivo, un distributore di destini preconfezionati. Si cercano risposte esterne, dimenticando che la carriera non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce. E se il vero valore di questo antico strumento non fosse nella previsione, ma nella diagnostica strategica? E se le carte non servissero a predire il futuro, ma a mappare i blocchi interiori che ci impediscono di progettarlo attivamente? Questo è il cambio di paradigma che proponiamo: trasformare i tarocchi da specchio magico a business plan dell’anima.

Questo articolo non è un elenco di significati divinatori. È una guida operativa per professionisti che vogliono usare i tarocchi come un framework di consulenza personale. Esploreremo come le immagini archetipiche possano bypassare le nostre difese razionali per rivelare verità nascoste, come strutturare una lettura per prendere decisioni strategiche e, soprattutto, come tradurre le intuizioni degli Arcani in un piano d’azione concreto per riprendere il controllo del proprio percorso lavorativo. È il momento di smettere di subire il futuro e iniziare a costruirlo.

In questa guida approfondita, analizzeremo passo dopo passo come applicare un approccio pragmatico e orientato al risultato alla lettura dei tarocchi in ambito professionale. Scoprirete metodi e prospettive per trasformare ogni consultazione in una sessione di coaching strategico.

Perché le immagini dei tarocchi riescono a far emergere verità che la mente razionale nasconde?

La mente di un professionista è allenata a pensare in modo logico, lineare e analitico. È l’emisfero sinistro del cervello, quello del linguaggio e del calcolo, a dominare le nostre giornate lavorative. Questo approccio è essenziale per risolvere problemi strutturati, ma diventa un limite quando il blocco è di natura interna, emotiva o inconscia. I tarocchi funzionano perché bypassano questo “guardiano razionale” e parlano direttamente all’emisfero destro, la sede del pensiero simbolico, dell’intuizione e dell’interpretazione visiva. Infatti, l’emisfero destro del cervello è quello attivato dal pensiero laterale, che permette di trovare soluzioni creative e inaspettate.

Le immagini archetipiche degli Arcani, ricche di simbolismo universale, agiscono come uno specchio. Non forniscono risposte esterne, ma stimolano la nostra psiche a proiettare su di esse le nostre paure, speranze e convinzioni più profonde. È un processo simile a quello di noti test psicologici. In un contesto terapeutico, infatti, i tarocchi possono essere utilizzati come un framework proiettivo non standardizzato, dove le carte diventano uno schermo su cui il paziente proietta il proprio contenuto psichico, acquisendo un valore simile al famoso test di Rorschach.

Quando un professionista si trova di fronte alla carta dell’Appeso, la sua mente razionale potrebbe cercare un significato letterale. Ma il suo inconscio potrebbe riconoscere la sensazione di sacrificio inutile o la necessità di vedere le cose da una nuova prospettiva. È questa “conversazione interiore”, facilitata dalle immagini, che fa emergere le verità che ci nascondiamo da soli, permettendo una diagnosi precisa del blocco professionale.

Come fare una stesa a due carte per scegliere tra due opzioni immobiliari o lavorative?

Di fronte a un bivio professionale, come la scelta tra rimanere nel proprio ruolo o accettare una nuova offerta, la mente razionale tende a creare infinite liste di pro e contro, spesso portando a una paralisi decisionale. Una semplice stesa a due carte può offrire una chiarezza sorprendente, agendo come una bussola emotiva e strategica. Questo metodo non predice quale opzione sia “migliore” in assoluto, ma rivela le dinamiche energetiche e le potenziali conseguenze di ciascun percorso per il consultante.

La procedura è diretta. Si definiscono chiaramente le due opzioni, associando mentalmente la prima alla carta di sinistra e la seconda a quella di destra. Dopo aver mescolato il mazzo con l’intenzione di chiarire la scelta, si estraggono due carte e si posizionano una accanto all’altra.

Disposizione simbolica di carte per scelta tra due percorsi professionali

L’interpretazione non si ferma alla singola carta, ma si concentra sulla loro relazione. Ad esempio, un Tre di Coppe per il lavoro attuale potrebbe indicare un ambiente collaborativo e gioioso, mentre un Asso di Spade per la nuova offerta potrebbe segnalare un’opportunità di grande chiarezza mentale e un nuovo inizio intellettualmente stimolante. La scelta non è tra “buono” e “cattivo”, ma tra valori diversi: la connessione sociale contro la sfida intellettuale. La stesa a due carte porta in superficie la vera natura di ciò che ogni opzione rappresenta per noi a un livello più profondo, al di là delle descrizioni del ruolo o dello stipendio.

Tarocchi predittivi o psicologici: quale approccio serve per superare una rottura amorosa?

Sebbene la domanda del titolo menzioni una rottura amorosa, il principio si applica perfettamente a una “rottura” professionale, come un licenziamento o la decisione di lasciare un’azienda. Di fronte a una transizione così significativa, la tentazione è quella di adottare un approccio predittivo, ponendo domande come: “Quando troverò un nuovo lavoro?”. Questo atteggiamento, però, ci pone in una posizione passiva di attesa. L’approccio psicologico, al contrario, ci rende protagonisti del nostro cambiamento, ponendo domande più potenti: “Quali blocchi interiori o schemi mi impediscono di progredire nella mia carriera?”.

L’approccio psicologico trasforma i tarocchi in uno strumento terapeutico e di coaching. Non a caso, un paper del 2014 pubblicato sul Canadian Journal of Sociology supporta l’uso dei tarocchi come potenti strumenti terapeutici. Come evidenzia uno studio dell’Istituto Beck, i tarocchi sono efficaci nelle transizioni di carriera perché aiutano a rielaborare le dinamiche interiori e a guarire ferite passate che influenzano il nostro presente professionale. L’obiettivo non è sapere “cosa” accadrà, ma capire “perché” le cose accadono e “come” possiamo influenzarle.

La differenza tra i due approcci è fondamentale e determina il risultato della consultazione. Il seguente quadro chiarisce le distinzioni chiave nel contesto di una transizione lavorativa.

Tarocchi Predittivi vs Psicologici nel contesto lavorativo
Aspetto Approccio Predittivo Approccio Psicologico
Focus principale Previsione eventi futuri Comprensione dinamiche interne
Domande tipiche ‘Quando troverò lavoro?’ ‘Quali blocchi mi impediscono di progredire?’
Risultato atteso Tempistiche e probabilità Consapevolezza e strategie di azione
Atteggiamento richiesto Passivo (attesa) Attivo (trasformazione)

Per sbloccare una situazione lavorativa, l’approccio psicologico è l’unica via percorribile. Consente di identificare le credenze limitanti (es. “non sono abbastanza qualificato”), di riconoscere schemi ripetitivi (es. scegliere sempre lo stesso tipo di ambiente di lavoro tossico) e di elaborare una strategia di cambiamento consapevole. La lettura diventa così il punto di partenza, non il punto di arrivo.

L’errore di interpretare la carta della Morte come fine fisica che spaventa i principianti

Poche carte generano tanta apprensione quanto l’Arcano XIII, comunemente noto come la Morte. Per un principiante, la sua comparsa in una stesa sul lavoro può evocare scenari catastrofici. Questo è l’errore interpretativo più comune e limitante. Nel linguaggio simbolico dei tarocchi, e in particolare nel contesto professionale, la Morte non ha quasi mai a che fare con una fine fisica. Essa rappresenta piuttosto una trasformazione profonda e inevitabile, una fine necessaria per far spazio a un nuovo inizio.

Questa carta segnala la chiusura di un ciclo. Potrebbe indicare un licenziamento, le dimissioni, la fine di un progetto importante o l’obsolescenza di un ruolo. Sebbene possa sembrare negativa, la Morte è spesso una liberazione da una situazione stagnante. È la “potatura strategica” che permette alla pianta di crescere più forte. Come sottolineano gli esperti di simbologia:

Nel contesto lavorativo, la Morte non è una fine, ma simbolo di un cambiamento, di una rottura, derivante ad esempio da un licenziamento. Dritta o rovesciata, quale che sia il modo in cui viene pescata, nel settore del lavoro questa carta indica la fine di qualcosa.

– StarCasinò Blog, Analisi dei Tarocchi del Lavoro

Interpretare correttamente questa carta significa vederla come un invito all’azione. Invece di temere la fine, la domanda strategica diventa: “Cosa deve ‘morire’ nella mia vita professionale per permettere una rinascita?”. Potrebbe essere una competenza obsoleta, una mentalità limitante, o un attaccamento a un ruolo che non offre più crescita. Distinguerla dalla carta della Torre è cruciale: mentre la Torre rappresenta un cambiamento improvviso e imposto dall’esterno, la Morte è spesso una trasformazione più organica e interna che, se ignorata, può manifestarsi come una crisi esterna.

Quando smettere di interrogare i tarocchi sulla stessa domanda per non confondere le energie?

Nell’incertezza di una carriera in stallo, la tentazione di consultare i tarocchi ripetutamente sulla stessa domanda (“Troverò lavoro?”, “Otterrò la promozione?”) è forte. Tuttavia, questo comportamento è controproducente e porta a quello che viene definito “rumore energetico” o, più pragmaticamente, a una paralisi decisionale indotta dalla confusione. Ogni lettura offre una fotografia del potenziale energetico di un dato momento. Interrogare continuamente lo stesso tema senza aver intrapreso alcuna azione nel mondo reale è come scattare decine di foto allo stesso oggetto immobile sperando che una di esse riveli qualcosa di nuovo. Il risultato è un accumulo di informazioni contraddittorie che aumenta l’ansia invece di ridurla.

Questa abitudine può creare una forma di dipendenza psicologica, dove si cerca rassicurazione esterna invece di sviluppare la propria fiducia interiore. Molti utenti abituali di consulti online ammettono che la ripetizione ossessiva, pur essendo consapevoli che non si tratta di verità assolute, serve a calmare l’ansia del momento. Questo ciclo di consultazione-rassicurazione-ansia impedisce il passo più importante: l’azione. Invece di usare le carte come spunto per agire, si usano come sostituto dell’azione.

Quaderno aperto con annotazioni strategiche e carte simboliche per pianificazione professionale

Per spezzare questo circolo vizioso, è necessario adottare una regola ferrea: ogni lettura deve essere seguita da un’azione concreta. La consultazione dei tarocchi non è un’attività passiva, ma la fase diagnostica di un processo che culmina nel mondo reale. Solo dopo aver agito e modificato la situazione si può, se necessario, fare una nuova lettura per valutare i progressi e definire i passi successivi. Questo approccio trasforma il lettore da spettatore ansioso a stratega attivo.

La regola del tiraggio-azione per spezzare la dipendenza: il tuo piano d’azione

  1. Annota la lettura: Trascrivi dettagliatamente la prima lettura (carte, posizioni, intuizioni) in un diario dedicato per cristallizzare il messaggio.
  2. Definisci le azioni: Elenca 3 piccole azioni concrete e realizzabili ispirate direttamente dall’interpretazione della stesa.
  3. Agisci entro 48 ore: Impegnati a compiere almeno una delle azioni definite entro due giorni, per tradurre immediatamente l’energia in materia.
  4. Valuta il progresso: Solo dopo aver agito, concediti una nuova lettura, ma focalizzata sui progressi fatti e sui nuovi ostacoli emersi.
  5. Riformula la domanda: Non ripetere mai la stessa identica domanda. Basati sui nuovi sviluppi per porre una domanda più evoluta e specifica.

Tarocchi o Pendolo: quale strumento offre risposte più precise per le domande “sì/no”?

Nel percorso di sblocco professionale, possono sorgere domande di natura diversa. Alcune richiedono un’analisi profonda e strategica, altre una semplice conferma o una rapida validazione di un’intuizione. La scelta dello strumento giusto è fondamentale per ottenere il tipo di risposta di cui si ha bisogno. Tarocchi e pendolo, sebbene entrambi strumenti di introspezione, operano su livelli completamente diversi e rispondono a esigenze distinte.

Il pendolo è uno strumento binario. La sua funzione è quella di amplificare le micro-reazioni neuromuscolari del nostro corpo in risposta a una domanda chiusa, fornendo una risposta “sì”, “no” o “forse/domanda mal posta”. È eccellente per ottenere conferme rapide su decisioni già quasi prese o per testare la nostra risonanza energetica con una certa opzione. Ad esempio, dopo un colloquio, la domanda “Questo ruolo è energeticamente allineato con me in questo momento?” è perfetta per il pendolo. Tuttavia, esso non può spiegare il “perché” della risposta né offrire una strategia.

I tarocchi, al contrario, sono uno strumento narrativo e complesso. Non sono adatti a domande binarie. Chiedere ai tarocchi “Dovrei accettare questo lavoro?” e sperare in un sì o no è un uso improprio dello strumento. La loro forza risiede nella capacità di raccontare una storia, di mostrare le dinamiche, le sfide, le risorse e i potenziali esiti di una situazione. Rispondono a domande aperte come “Quali dinamiche dovrei considerare se accettassi questo lavoro?”. Offrono sfumature, contesto e profondità strategica. Il seguente confronto riassume le differenze principali.

Confronto tra Tarocchi e Pendolo per decisioni professionali
Criterio Pendolo Tarocchi
Tipo di risposta Binaria (sì/no) Articolata e sfumata
Complessità interpretativa Minima Richiede analisi simbolica
Adatto per Conferme rapide Strategie complesse
Tempo di consultazione 1-2 minuti 15-30 minuti
Profondità di insight Superficiale Profonda e multidimensionale

In sintesi, per una diagnosi strategica e per elaborare un piano d’azione, i tarocchi sono insostituibili. Per una rapida validazione di un’intuizione o per una conferma finale, il pendolo può essere un alleato veloce ed efficace. Usarli in sinergia, non in competizione, è l’approccio più saggio.

Passato, Presente, Futuro: come la stesa delle tre lame ti spiega perché sei bloccato oggi?

La stesa “Passato, Presente, Futuro” è uno degli schemi più semplici e potenti per una diagnosi rapida di una situazione di stallo professionale. La sua efficacia non risiede nella capacità di predire il futuro, ma nella sua abilità di creare una narrazione causale che collega le nostre esperienze passate ai nostri blocchi attuali, illuminando così il percorso da intraprendere. È uno strumento di diagnostica che rivela il “perché” della stagnazione.

La prima carta, il Passato, non mostra semplicemente “cosa è successo”, ma quali energie, eventi o credenze del passato stanno ancora influenzando attivamente la situazione attuale. Spesso, questa carta porta alla luce convinzioni limitanti o traumi non risolti. Per esempio, l’estrazione di un Cinque di Denari potrebbe indicare una passata esperienza di perdita lavorativa o insicurezza finanziaria che oggi alimenta una profonda paura di rischiare. Molti professionisti di successo soffrono della “sindrome dell’impostore”, una distorsione cognitiva che li convince di non meritare i propri successi. Come evidenziato da diverse analisi, i bias cognitivi e le culture lavorative tossiche alimentano questo fenomeno, che può essere chiaramente riflesso dalla carta del Passato.

La seconda carta, il Presente, offre una fotografia onesta della situazione attuale. Rivela l’energia centrale del blocco. Una carta come il Quattro di Coppe, ad esempio, può indicare apatia, insoddisfazione e il non riuscire a vedere le opportunità che ci vengono offerte. Questa carta agisce come uno specchio, costringendoci a confrontarci con il nostro stato emotivo e mentale qui e ora.

Infine, la terza carta, il Futuro, non è una predizione, ma indica il potenziale risultato o la direzione più probabile se le energie del presente rimangono invariate. È un avvertimento o un incoraggiamento. Un Dieci di Spade come carta del Futuro non predice un disastro, ma avverte che continuare sulla strada attuale porterà a un esaurimento totale. Al contrario, una carta come il Sole indica un enorme potenziale di successo e chiarezza se si agisce per superare i blocchi del presente. La stesa a tre carte, quindi, non dice “questo è il tuo futuro”, ma “ecco dove stai andando: vuoi cambiare rotta?”.

Questa narrazione temporale offre una mappa chiara del problema. Analizzare come il passato influenza il presente per determinare il futuro potenziale è un esercizio di consapevolezza strategica potentissimo.

Da ricordare

  • I tarocchi sono uno specchio psicologico che rivela i blocchi interni, non un oracolo che predice eventi esterni.
  • L’approccio più efficace è quello attivo (psicologico e strategico), non passivo (predittivo e di attesa).
  • Ogni lettura deve tradursi in un’azione concreta per evitare la paralisi e la dipendenza dalla consultazione.

Lettura del futuro vs Lettura del potenziale: quale scegliere se vuoi cambiare lavoro?

La distinzione finale, e forse la più importante per chiunque voglia usare i tarocchi per un cambiamento professionale, è quella tra leggere il “futuro” e leggere il “potenziale”. La lettura del futuro si basa sull’idea che esista un destino predeterminato e che le carte possano svelarlo. Questo approccio, come abbiamo visto, genera passività e ansia. La lettura del potenziale, invece, si fonda sul principio del libero arbitrio e vede il futuro come un campo di infinite possibilità che vengono modellate dalle nostre azioni nel presente.

Scegliere la lettura del potenziale significa trasformare i tarocchi in uno strumento di pianificazione strategica. Invece di chiedere “Troverò un lavoro migliore?”, la domanda diventa “Quali sono le mie maggiori potenzialità inespresse e come posso attivarle per creare un’opportunità lavorativa migliore?”. Questo cambio di prospettiva è fondamentale. La lettura smette di essere una ricerca di rassicurazioni e diventa una sessione di brainstorming e analisi strategica con il proprio sé superiore.

Un metodo avanzato per la lettura del potenziale è l’applicazione del modello di analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats) ai tarocchi. Estraendo una carta per ciascuno di questi quattro ambiti, un professionista può ottenere una mappa chiara e strutturata della propria situazione: le forze interiori da valorizzare (Strengths), le debolezze e credenze limitanti da affrontare (Weaknesses), le opportunità emergenti nel mercato da cogliere (Opportunities) e le minacce esterne da mitigare (Threats). Questa non è più divinazione, è consulenza strategica di carriera che utilizza un linguaggio archetipico.

In definitiva, quando si desidera cambiare lavoro, la lettura del futuro offre una momentanea illusione di controllo, ma alimenta un senso di impotenza. La lettura del potenziale, al contrario, ci mette al posto di guida. Ci fornisce dati (sotto forma di simboli e intuizioni) per prendere decisioni informate, riconoscere le nostre risorse e costruire attivamente il percorso professionale che desideriamo. È la differenza tra essere un passeggero sul treno del destino e diventarne il macchinista.

Il prossimo passo non è fare un’altra lettura, ma costruire il tuo piano d’azione arcano. Inizia oggi a trasformare le intuizioni che hai ricevuto in una strategia concreta per sbloccare la tua carriera e raggiungere i tuoi obiettivi professionali.

Scritto da Marco Rinaldi, Tarologo evolutivo e Counselor olistico con 12 anni di pratica nella lettura dei Tarocchi di Marsiglia e Rider-Waite. Esperto nell'uso degli archetipi per lo sblocco emotivo e la crescita personale, si distacca dalla cartomanzia predittiva fatalista.